SAMURAI WARRIORS 5: ALLA CONQUISTA DEL GIAPPONE

La serie Samurai Warriors è pronta a tornare con il quinto episodio: cosa possiamo aspettarci dal nuovo gioco di Koei Tecmo e Omega Force?

Terminate ufficialmente nell’anno 1603 con l’inizio dello Shogunato Tokugawa, le sanguinose battaglie campali che caratterizzarono l’epoca Sengoku ricominceranno il prossimo 27 luglio, quando l’ultima fatica dello studio Omega Force ci trascinerà nuovamente nel Giappone feudale. A distanza di ben cinque anni dall’esordio di Spirit of Sanada, Koei Tecmo Games è finalmente pronta a infondere nuova vita in uno dei suoi brand più apprezzati e longevi, che anche e soprattutto grazie alla lunga pausa potrà attingere non solo alle novità escogitate dal team di sviluppo, ma anche a svariate meccaniche proposte dai numerosi musou su licenza che hanno visto la luce negli ultimi anni.

Non a caso, come spiegatoci dallo stesso Hisashi Koinuma, Samurai Warriors 5 sarà fondamentalmente un nuovo punto di partenza per il franchise, che per l’occorrenza tornerà alle proprie origini e al tempo stesso cercherà di introdurre nuovi elementi al suo già ricco impianto ludico e narrativo.

Oltre all’intervista al producer di Samurai Warriors 5, il publisher nipponico ci ha concesso di provare in anteprima i primi due capitoli del prodotto, al fine di familiarizzare con le nuove meccaniche e verificare coi nostri occhi il frutto degli sforzi compiuti dai ragazzi di Omega Force. Ricordandovi che il titolo girerà su PC, Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One (e in retrocompatibilità sulle console di nuova generazione), siamo pronti a raccontarvi le nostre peripezie sul campo di battaglia!

Alla conquista del Giappone

Se la longeva serie principale di Dynasty Warriors è ambientata nell’epoca dei Tre Regni, ossia quel preciso periodo della storia della Cina collocato tra l’anno 220 e il 280, la sua gemella Samurai Warriors descrive invece i conflitti scoppiati in Giappone durante l’epoca Sengoku (letteralmente “periodo degli stati belligeranti”). Se fino a quel momento il potere amministrativo del Paese del Sol Levante era appartenuto allo Shogunato Ashikaga, lo scoppio della guerra di Onin nel 1467 portò svariati Daimyo a fondare dei propri stati, ciascuno dei quali poteva contare su un esercito personale. Senza nulla togliere a Tokugawa Ieyasu, che non senza sforzi unificò i territori a est dell’arcipelago nipponico, il Giappone dovette attendere le guerre scatenate da Oda Nobunaga tra il 1534 e il 1582 per poter imboccare la via dell’unificazione, che tuttavia venne tradito dall’alleato Akechi Mitsuhide ad un passo dalla realizzazione del suo grandioso obiettivo. Mettendo completamente da parte Sanada Yukimura, che al pari di Zhao Yun in Dynasty Warriors è stato finora il volto stesso della serie, ma che in realtà visse tra il 1567 e il 1615, Samurai Warriors 5 si focalizzerà proprio sui capi dei clan Oda e Akechi, partendo stavolta dalla loro gioventù. La porzione di storia adattata dal quinto episodio avrà quindi inizio molti anni prima di quella trasposta a suo tempo dal capostipite del brand, offrendo sia ai fan storici che ai neofiti una ricostruzione più fedele e completa delle straordinarie gesta dello stesso Nobunaga.

Difatti, dopo aver avviato la Modalità Musou (l’equivalente dello Story Mode), il titolo ci ha subito calati nei panni del giovane e irruento leader del clan Oda, trascinandoci prima in una missione finalizzata a prendere in ostaggio Tokugawa Ieyasu e in seguito in una battaglia col tenace e astuto Akechi Mitsuhide. Questo primo assaggio ha insomma confermato le parole di Hisashi Koinuma, che solo qualche settimana fa ci aveva appunto promesso un racconto più coinvolgente e meno frammentato di quelli proposti da Samurai Warriors 4 e 4-II, dove il giocatore poteva invece scegliere una tra le varie fazioni disponibili e seguirne le vicende per buona parte della campagna.

Uno contro mille

Sul piano ludico Samurai Warriors ci ha riservato qualche piacevole sorpresa, poiché se da una parte il sistema di combattimento del franchise è rimasto quasi immutato, dall’altra il team di sviluppo ha saputo innestare deliziosi elementi da RPG alla formula originale della serie, un po’ come avvenuto nel nuovo Hyrule Warriors per Nintendo Switch (consultate il nostro speciale sul combat system di Hyrule Warriors: L’era della Calamità) e nell’apprezzato Persona 5 Strikers.

Andiamo però con ordine, specificando innanzitutto che il gameplay si basa ancora sul button mashing e sul concatenamento di combo mirate a eliminare centinaia di nemici tutti uguali e seminare il caos sul terreno di gioco. Tuttavia, se in genere i musou presentano due tipologie di attacchi (quello debole e quello forte), in Samurai Warriors 5 ve ne sono tre: i Normal Attack, che attraverso la pressione di un singolo tasto permettono di realizzare le combo di base; i Power Attack, che si incastrano nei precedenti e, come suggerito dal nome, consistono in colpi di potenza superiore; e gli Hyper Attack, che a differenza dei primi due hanno un raggio d’azione piuttosto ampio e pertanto finiscono per travolgere dozzine di unità avversarie. 

Mescolare le suddette tipologie è il metodo più efficace per sbaragliare in fretta e furia le orde di soldati che battono il campo di battaglia e tendono ad accerchiare da ogni lato il condottiero controllato dal giocatore, anche perché vi sono avversari particolarmente deboli/resistenti all’una o all’altra. Se per esempio gli spaventosi Hyper Attack facilitano l’eliminazione di folti gruppi di nemici, contro gli ufficiali di settore e i condottieri rivali sono assai più efficaci le tecniche a corto raggio.A proposito degli ufficiali, in Samurai Warriors 5 gli scontri all’arma bianca coi guerrieri famosi si trasformano in veri e propri duelli, tant’è che oltre a poter agganciare l’obiettivo gli utenti hanno la facoltà di premere un tasto per parare gli attacchi in entrata. Eseguite col giusto tempismo, le “parate perfette” fanno addirittura sì che il contendente di turno perda l’equilibrio, offrendo al giocatore una preziosa occasione da cogliere al volo e magari terminare la sfida con qualche colpo ben assestato.

In Samurai Warriors 5 non mancano nemmeno le tecniche speciali, difatti le combo portate a segno contribuiscono a riempire a poco a poco la Barra Musou, che una volta colma può essere spesa per scatenare un assalto tremendamente potente e in grado di coinvolgere un vasto numero di soldati circostanti. Non per nulla, in un recente live stream di Koei Tecmo Games non abbiamo potuto fare a meno di notare che i cosiddetti Attacchi Musou dei personaggi di livello molto elevato possono arrivare ad abbattere diverse centinaia di nemici in un colpo solo, facendo schizzare alle stelle il numero di unità sconfitte. Direttamente da Samurai Warriors 4 e 4-II è poi tornata la Rage Mode, che può essere attivata solo dopo aver riempito l’apposita Barra Spirito: una volta fatto, il condottiero subisce un temporaneo power-up in termini di forza e velocità, che all’occorrenza può essere sfruttato per scatenare una versione ancora più potente e devastante dei già micidiali Attacchi Musou.

La componente ruolistica

Se l’aumento di livello rafforza le abilità apprese e sblocca nuovi attacchi, i 27 personaggi giocabili di Samurai Warriors 5 vanno potenziati e personalizzati modificandone l’equipaggiamento. Non solo vi è la possibilità di cambiare l’arma in uso con uno strumento di morte più adatto, ma il ripetuto utilizzo di una determinata categoria di armi ne incrementa la padronanza, sbloccando di volta in volta nuove tecniche speciali e consentendo di equipaggiare strumenti dalla qualità sempre maggiore. Un metodo altrettanto efficace – ma più rapido – per rinforzare i propri beniamini è invece offerto dal fabbro, che in cambio di qualche gemma ha la facoltà di assegnare o migliorare le skill associate a un’arma, elevandone i parametri o applicandovi qualche effetto particolare. Dal momento che le spade, gli archi e tutte le altre risorse presentano otto slot, ci si può davvero sbizzarrire, incastrandovi skill che accrescono il valore di attacco o associano qualche elemento (ghiaccio, fuoco, ecc). 

Similmente a quanto accade in ONE PIECE: Pirate Warriors 4, nel mezzo delle battaglie i combattenti di Samurai Warriors 5 hanno accesso anche a una manciata di skill e power-up che, dopo ogni singolo utilizzo, prevedono un breve tempo di ricarica. È possibile equipaggiare soltanto quattro “Ultimate Skill” alla volta, ma poiché ve ne sono di parecchi tipi diversi, il titolo incoraggia la sperimentazione selvaggia e compulsiva, allo scopo di individuare un set di abilità consono al proprio stile di gioco. Di default il nostro Nobunaga ha ad esempio accesso all’accelerazione, al recupero e a un particolare attacco che gli consente di saltare in alto e piombare improvvisamente addosso all’avversario, così da coglierlo di sorpresa. Tra le scorte, tuttavia, vi sono skill che incrementano temporaneamente la difesa o la distanza percorsa a piedi durante gli spostamenti.

Come se le suddette soluzioni non fossero sufficienti, assieme ai punti esperienza ottenuti sconfiggendo quanti più avversari possibili gli eroi di Samurai Warriors 5 acquisiscono anche dei veri e propri Skill Point, che se spesi su una specie di albero delle abilità concedono l’acquisizione di nuovi talenti. Alcuni tasselli sono bloccati e per accedervi è necessario soddisfare determinati requisiti, ma durante la nostra prova abbiamo ad esempio sbloccato le abilità più essenziali, come ad esempio quelle che donano punti HP o aumentano la forza fisica, senza dimenticare un singolare talento che dopo aver subito una prematura sconfitta fa tornare in vita il personaggio una volta soltanto.

Tante idee sfiziose, in definitiva, che dovrebbero non solo differenziare il nuovo episodio dai suoi numerosi predecessori e aggiungere un po’ di pepe all’offerta, ma che nel complesso potrebbero conferire al prodotto un maggiore appeal e consentirgli di far breccia nel pubblico, bissando il successo di Hyrule Warriors: Age of Calamity e Persona 5 Strikers.

*FONTE: Evereye.

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