FANTASIAN RECENSIONE: UN FANTASTICO JRPG DAL PAPÀ DI FINAL FANTASY

Era l’ormai lontano 1997, quando il producer Hironobu Sakaguchi e il compositore Nobuo Uematsu figuravano tra le menti dietro a Final Fantasy VII, una delle pietre miliari nella storia videoludica. È quindi normale, per tutti gli appassionati del JRPG, aver sussultato di gioia, una volta scoperto che questo incredibile duo avrebbe firmato un nuovo sodalizio (forse, per l’ultima volta), sotto l’egida di Apple. La nuova proprietà intellettuale del team Mistwalker risponde al nome di Fantasian: si tratta di un’opera di prima classe, intrisa di magia e meraviglia, proprio come i giochi di ruolo d’altri tempi. 

Uscito in esclusiva su Apple Arcade, il JRPG frutto del connubio artistico di Sakaguchi e Uematsu, è, però, solo la prima parte di una storia più estesa; in attesa di capire come si concluderà la trama, con un secondo capitolo in arrivo nel 2021, scopriamo, tramite la nostra recensione, le ragioni dietro al perché Fantasian sia, a nostro avviso, un’esperienza indimenticabile. 

Una storia semplice, ma che va dritta al cuore

Sin dal menù di gioco, è impossibile non percepire tutto l’amore che il producer nipponico nutre per i mondi a cui dona vita: veniamo infatti subito accolti da un’atmosfera dolce e delicata, resa ancora più sognante da un tema musicale davvero delizioso. Il tocco favolistico, tuttavia, sembra esaurirsi in fretta. Dopo aver iniziato nuova partita, veniamo catapultati in una dimensione oscura e tetra, nella quale si sveglia il protagonista Leo, privo di qualsiasi ricordo del suo passato. Quello in cui riprendiamo i sensi è un universo dove le macchine sono terribili nemici da combattere: senza nemmeno comprenderne le ragioni, Leo deve iniziare a farsi strada tra un avversario e l’altro, per riuscire a salvarsi la vita. Un valido aiuto per orientarci in un luogo sconosciuto ci viene fornito da un simpatico robottino, che sta affrontando insieme a noi una missione della quale non sappiamo nulla. Conclusa la prima parte di sfide, e sconfitto uno spietato boss, veniamo trasportati all’interno di un portale, verso una realtà più simile a quella che avevamo conosciuto, nei primi istanti dell’avventura.

Da questo momento in poi, il lungo viaggio di Leo ha davvero inizio: il percorso per recuperare la memoria lo porterà a esplorare luoghi suggestivi, nonché ricchi di storia e di segreti. Lungo il cammino sarà accompagnato anche dalla dolce, ma determinata Kina (il cui nome significa “destino“), a sua volta intenzionata a riscoprire sé stessa. Ai nostri protagonisti si uniranno poi altri personaggi, che aiuteranno i due eroi a fare luce sul loro passato, e a comprendere la natura delle realtà in conflitto, che compongono il mondo di Fantasian.Come avrete avuto modo di intuire dalle premesse, non si tratta certo di un prologo particolarmente innovativo, e neppure lo svolgimento della trama regala chissà quali momenti inaspettati. L’intento di Mistwalker, in ogni caso, non è certo quello di sconvolgere i giocatori con risvolti sorprendenti: il team, di contro, spesso sembra  citare, de-costruire, e ironizzare sull’essenza derivativa della sua opera, a tratti sconfinando quasi nella metanarrativa. A convincerci, d’altronde, non è la storia in sé, ma il modo con cui sono inscenati gli eventi. La trama della prima parte termina al suo apice, lasciandoci con il fiato sospeso e facendoci presagire un futuro alquanto complesso per i protagonisti del gioco. 

Il lavoro di Sakaguchi risplende in una gestione narrativa oculata e brillante, sobria e composta, caratterizzata da una scrittura serrata e al tempo stesso di ampio respiro, complici personaggi ben delineati, e che rendono molto facile l’immedesimazione del giocatore. Le vicende posseggono uno svolgimento prettamente lineare, ed è nella chiarezza comunicativa che Fantasian gioca le sue carte migliori: la cristallina genuinità delle emozioni che trasmette, favorisce l’empatia di chi si immerge nell’avventura, e simile semplicità rappresenta proprio uno degli elementi più strepitosi di questa prima metà dell’esperienza. 

Un JRPG con stile

Passando alle meccaniche di gioco, l’opera di Mistwalker è – come già ampiamente ribadito – un JRPG di stampo classico, che alterna momenti di esplorazione a telecamera fissa lungo la mappa, e svariate battaglie contro uomini e creature d’ogni genere, in un continuo crescendo di complessità ed epicità. Nell’insieme, l’intelaiatura ludica di Fantasian è comune a quella di tanti altri esponenti del genere: se si esclude qualche sporadico enigma ambientale ben congegnato, le quest si svolgono tutte secondo un ordine e uno schema precisi, che lasciano poco spazio alla libertà d’azione. Tra una missione principale e l’altra troveremo, poi, anche incarichi secondari che, per quanto non siano presenti in gran numero, offrono comunque qualche piccolo svago, per allontanarci momentaneamente dall’obiettivo primario. 

Se la struttura dell’esplorazione e dell’avanzamento non si distanzia da quella di altri giochi di ruolo simili, i combattimenti propongono invece alcune variazioni alla formula canonica, in grado di impreziosire adeguatamente il gameplay. Le lotte si svolgono a turni, e come ogni GDR che si rispetti, è possibile attaccare, utilizzare skill magiche (che consumano MP), e sfruttare un oggetto curativo, od offensivo.

La prima novità, che agevola di molto lo svolgimento dei combattimenti, riguarda le traiettorie di lancio dei colpi: le curve di direzione delle spell sono totalmente manipolabili, e questo ci permette di colpire contemporaneamente più nemici disposti sul terreno. Ognuno dei protagonisti dispone, in aggiunta, di abilità “multi-bersaglio“, che semplificano nettamente i duelli, i quali a volte si svolgono anche con manipoli composti da decine di creature. 

Decisamente innovativa è poi l’introduzione del sistema del Dimengeon: parliamo di un dispositivo portatile che, una volta attivato, può racchiudere momentaneamente al suo interno i mostri che popolano le ambientazioni, ma solamente se appartengono a specie già incontrate in precedenza. Tramite questo meccanismo, potremo trasportare i nostri nemici in un’altra dimensione, così da dedicarci senza troppi ostacoli all’esplorazione. In tal modo, il gioco lascia agli utenti la libertà di scegliere se affrontare una sfida dietro l’altra, o se sconfiggere tutti gli avversari in un’unica grande battaglia.

Bisogna specificare però che il Dimengeon ha una capienza massima di 30 nemici: il nostro consiglio è di non raggiungere mai il limite prima di combattere contro le creature, dal momento che sbarazzarsi di orde così vaste può portare al rapido esaurimento di HP e MP. A tal proposito, ogni volta che un membro del nostro party sale di un livello, sia la salute che la magia vengono risanate, risparmiandoci pertanto l’utilizzo di pozioni e oggetti vari, che meritano di essere centellinati per i frangenti più ardui dell’avventura.Non mancano infine altre piccole aggiunte che preferiamo non anticiparvi (specialmente perché si sbloccano nelle fasi avanzate): vi basti sapere che sono accortezze capaci di donare ancora più versatilità al combat system, permettendo a ciascun giocatore di battagliare con il proprio stile di gioco. Senza stravolgere gli equilibri del genere d’appartenenza, in sostanza, Fantasian delinea il profilo di un JRPG caratterizzato da una solidità classica e moderna al tempo stesso, ben ponderata e concepita con assoluta consapevolezza di quelle che sono le meccaniche ruolistiche d’alta scuola. 

Arte e poesia

Al di là di un’intelaiatura ludica d’assoluto valore, la vera anima di Fantasian brilla nel comparto tecnico e artistico, frutto del lavoro certosino di Sakaguchi e Uematsu. Le atmosfere rappresentano, d’altronde, la concretizzazione dell’estro di un director dal talento indiscusso ed encomiabile. Gli ambienti di gioco sono stati creati a partire da alcuni diorami reali, i quali sono stati fotografati, post-prodotti e manipolati per accogliere al loro interno i personaggi che li abitano. La piacevolezza estetica e la magnifica resa digitale di questa tecnica sopperiscono in maniera assolutamente intelligente a un budget non certo molto vasto, e regalano all’insieme un aspetto tanto peculiare quanto affascinante. L’uso della telecamera statica ha permesso poi una maggiore rifinitura dei dettagli degli ambienti, come dimostrano gli svariati elementi animati che possiamo osservare in ogni luogo, e che contribuiscono a dar vita a un mondo vivo e pulsante.

Dal punto di vista della risoluzione, per i sistemi che sono compatibili con il 4K, è possibile giocare al titolo anche in 2160p, dando modo allo strepitoso reame di Fantasian di esprimersi al massimo del suo potenziale. Inoltre, tramite le opzioni del menu principale, viene lasciata libera scelta anche per quanto riguarda il framerate: si può infatti optare per i 30 fps stabili e senza cali, o per i 60 fps che risultano però, a volte, un po’ altalenanti.Non possiamo esimerci, in conclusione, dal parlare brevemente della colonna sonora. Nobuo Uematsu ha composto una soundtrack di livello sopraffino, nella quale ogni tema possiede una propria anima: le musiche dedicate ai singoli personaggi ci trasmettono, persino più dei dialoghi, i tratti della loro personalità, e l’impressione è quella di essere avvolti costantemente da un piccolo miracolo sonoro.

“Fantasian è una dichiarazione d’amore rivolta sia al genere dei JRPG, sia alla community di appassionati dei giochi di ruolo. L’epopea fantasy, disponibile in esclusiva su Apple Arcade, è un gioiello assoluto che non ha nulla da invidiare alle grandi opere del passato: un’avventura emozionante e magica, longeva e appagante, nata dalle stesse, sapienti mani, che hanno forgiato Final Fantasy. Dal canto nostro, dopo più di venti ore trascorse nel meraviglioso mondo di Fantasian, non possiamo far altro che attendere, con trepidazione, la seconda parte di questo straordinario viaggio che, forse, rappresenterà l’accorato commiato alla carriera di un autore visionario come Sakaguchi. “

VOTO DI EVEREYE:

9

*FONTE: Evereye.

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